Errori comuni che portano alla disinstallazione
L'errore numero uno: lanciare un'app bellissima che il cliente non capisce in poco tempo.
Onboarding troppo complesso
"Crea account, inserisci nome completo, data di nascita, indirizzo, numero carta fedeltà (che non hai), accetta termini 1-2-3, verifica email, scegli avatar, personalizza profilo...". Il cliente si arrende al 3° passaggio. Onboarding deve essere: nome + email (o telefono). Basta.
Notifiche troppo frequenti
Se il cliente riceve notifiche in modo eccessivo e continuo, disinstalla. Strategia: notifiche controllate e ben spaziate nel tempo, sempre con un valore chiaro. Non "Ciao Mario, hai accumulato punti!" (irrilevante). Ma "Caro Mario, uno dei tuoi brand preferiti ha uno sconto speciale oggi, clicca qui".
Sistema di punti incomprensibile
"Accumuli punti per ogni euro, ma il lunedì è diverso, però non vale per i saldi, e se sei membro VIP cambia di nuovo..." Troppo complicato. Meglio: una relazione coerente fra acquisti e punti, sempre e ovunque. I clienti capiscono e usano l'app.
Mancanza di valore evidente
Se il cliente scarica l'app e vede che rischia di accumulare punti per lungo tempo prima di arrivare a uno sconto, non torna. Dai subito un incentivo (es. "Scarica oggi e ricevi punti bonus") oppure rendi gli sconto raggiungibili rapidamente con un uso normale.
Bug e lentezza
Se l'app è lenta a caricare lo storico, non carica le notifiche, il checkout è lento, il cliente la disinstalla. Beta testing interno non basta: fai testare a utenti reali per un periodo significativo prima del lancio pubblico.
Mancanza di supporto
Se il cliente ha un problema ("I punti non si caricano") e non trova come contattare il negozio, si infuria. L'app deve avere un pulsante "Contatta il supporto" che invia una email o apre una chat con il tuo team.