Siti creati con l'intelligenza artificiale

Diamo alla nostra IA il nome di un'attività e poco altro. In due minuti restituisce una direzione visiva completa: struttura, tono, colori, immagini. Qui sotto trovi cosa esce davvero — e poi la parte che nessun builder AI ti racconta.

Concept generati, non progetti reali.

Stessa IA, tre settori diversi. Ogni concept nasce da una frase: nome dell'attività, cosa fa, che tono vuole avere.

Concept di sito generato dall'intelligenza artificiale per un'attività di esempio

PLACEHOLDER — sostituire con il primo concept

Sostituisci immagine, titolo e descrizione. Nel testo indica il settore e il prompt di partenza, non un nome che possa sembrare un cliente reale.

Secondo concept di sito generato dall'intelligenza artificiale

PLACEHOLDER — secondo concept

Consiglio: scegli tre settori molto diversi tra loro (es. ristorazione, studio professionale, e-commerce) — dimostra che l'IA non applica sempre lo stesso template.

Terzo concept di sito generato dall'intelligenza artificiale

PLACEHOLDER — terzo concept

Se pubblichi anche il prompt usato per generarlo, la pagina diventa molto più utile — e molto più linkabile.

Cosa ti dà l'IA, cosa ti serve davvero

Come nasce un concept in due minuti

Il processo è meno magico di quanto sembri, ed è utile capirlo prima di giudicare il risultato. Parti da poche informazioni — nome dell'attività, settore, a chi ti rivolgi, che tono vuoi — e il modello fa tre cose in sequenza: sceglie una struttura tra i pattern che funzionano per quel tipo di attività, genera testi coerenti con il tono richiesto, e produce o seleziona immagini che reggano visivamente insieme.

Quello che ottieni è una direzione, non un sito. È esattamente il punto in cui l'IA è più forte: eliminare la pagina bianca. Vedere una prima ipotesi concreta in due minuti ti fa capire cosa ti piace e cosa no molto più in fretta di qualsiasi briefing scritto. Ed è per questo che l'abbiamo messa all'inizio del nostro processo, non alla fine.

Dove i builder AI si fermano

Il muro arriva quasi sempre nello stesso punto, e non è estetico. I builder AI generano benissimo la superficie: layout, colori, testi di presentazione. Faticano su tutto ciò che sta sotto.

  • Integrazioni reali — collegare il sito al gestionale, sincronizzare le giacenze, mandare gli ordini in fattura elettronica. Se non è nel catalogo della piattaforma, non si fa.
  • Logiche su misura — un'area riservata con permessi diversi per ruolo, un preventivatore, un calcolo di spedizione che segue le tue regole e non quelle standard.
  • Performance sotto carico — il concept è veloce perché è vuoto. Con 800 prodotti e immagini vere il discorso cambia.
  • Accessibilità — dal 2025 il European Accessibility Act riguarda anche molti siti commerciali. Un layout generato non è automaticamente conforme.

Se il tuo sito deve solo esistere ed essere presentabile, niente di tutto questo è un problema. Se deve lavorare — prendere ordini, prenotazioni, richieste — lo diventa in fretta.

Un sito fatto dall'IA si posiziona su Google?

Risposta breve: può, ma parte svantaggiato — e non per il motivo che pensi. Google non penalizza un contenuto perché è stato generato da un'IA: le sue linee guida parlano di qualità e utilità, non di come il testo è stato prodotto. Il problema è un altro.

Un sito generato produce contenuti mediani per definizione: il modello scrive ciò che è statisticamente più probabile per quel settore. Il risultato è corretto, leggibile e identico nella sostanza a quello di chiunque altro abbia usato lo stesso strumento. Su una query commerciale contesa, «corretto e uguale a tutti» non basta a superare chi ha esperienza diretta da raccontare, dati propri e casi reali.

A questo si somma il limite tecnico: i builder espongono solo le leve SEO che hanno deciso di esporre. Struttura degli URL, dati strutturati, gestione dei redirect, controllo del crawl — sono le cose che spostano davvero il posizionamento e sono anche le prime a mancare. Ne parliamo in dettaglio nella nostra pagina sui servizi SEO.

Google non penalizza i contenuti scritti dall'IA. Penalizza i contenuti che non aggiungono niente — ed è molto più facile produrne quando non parti da un'esperienza tua.

Contenuti generati e posizionamento

Di chi è il sito che hai generato

È la domanda che quasi nessuno fa prima e che diventa urgente dopo due anni. Con un builder, il sito vive dentro la piattaforma: puoi esportare i testi e le immagini, raramente la struttura, quasi mai il comportamento. Se un giorno vuoi cambiare fornitore o portare tutto in casa, in pratica ricominci.

Non è una truffa, è il modello di business: il canone mensile compra l'uso, non la proprietà. Va benissimo finché il sito è marginale per il tuo fatturato. Diventa un rischio quando ci passa una quota seria dei tuoi clienti e la piattaforma cambia prezzi, condizioni o funzionalità.

Per questo su ogni nostro progetto la regola è la stessa: il codice sorgente è tuo dal primo giorno, con repository e documentazione alla consegna. Puoi portarlo a un altro sviluppatore quando vuoi. È anche il motivo per cui non ci conviene lavorare male — l'unica cosa che ti trattiene è che il lavoro funzioni.

Quando conviene l'IA e quando no

Non abbiamo interesse a dirti che i builder AI sono inutili: usiamo l'IA anche noi, ed è il primo passo del nostro processo. Ha senso essere pratici.

  • Usa un builder AI se — devi validare un'idea, ti serve una presenza online entro domani, il budget è vicino a zero, o il sito è una formalità e i clienti arrivano da altro.
  • Fatti costruire il sito se — il sito è un canale di vendita, deve collegarsi a sistemi che già usi, deve posizionarsi su query contese, o rappresenta un marchio su cui stai investendo davvero.

La domanda utile non è «IA o agenzia», è quanto vale per te un cliente che arriva dal sito. Se vale poche decine di euro, un builder è la scelta razionale. Se ne vale migliaia, il costo di un sito fatto bene rientra al primo o secondo contratto — e tutto il resto è margine.

Se vuoi capire da che parte cadi, il modo più veloce è vedere un numero: costi reali e tempi di un sito professionale.

Domande su siti e intelligenza artificiale

No, e ci teniamo a essere espliciti: sono concept generati dalla nostra IA per attività inventate, creati per mostrare cosa produce lo strumento. I progetti reali, con clienti reali, sono nel portfolio.
Sì, è esattamente a questo che servono. Il concept diventa il punto di partenza della progettazione: da lì lavoriamo su struttura, contenuti reali e funzionalità. Nessun concept generato è un sito pronto da pubblicare.
No. Le linee guida di Google valutano la qualità e l'utilità del contenuto, non lo strumento con cui è stato scritto. Il problema pratico è diverso: i contenuti generati tendono a essere corretti ma uguali a quelli di tutti gli altri, e su query contese questo non basta a posizionarsi.
Sì. Recuperiamo contenuti, struttura e posizionamento esistente, e impostiamo i redirect in modo da non perdere il traffico che il vecchio sito già riceve. La migrazione è il momento in cui si perdono più posizioni su Google, quindi è la parte che curiamo di più.
Sì, dove fa risparmiare tempo senza abbassare la qualità: prime bozze visive, supporto alla stesura dei contenuti, generazione di immagini di servizio. Le decisioni di architettura, il codice e i contenuti che devono posizionarsi restano lavoro di persone.

Vediamo com'è il tuo, di sito.

Due minuti di chat: ci dici cosa fai, ti diamo una direzione e una stima onesta. Nessun form da compilare.